Come interrogare PubMed a partire da un quesito clinico ben costruito.

Christian Bracco (coordinatore commissione EBM – Omceo Cuneo)
Elvio Russi (referente commissione EBM – Omceo Cuneo)

Le puntate precedenti

Abbiamo attraversato il processo decisionale dalla sua origine: il dubbio clinico. Dopo aver imparato a formulare domande ben strutturate con i modelli PICO, PECO e PIRO, è tempo di cercare le risposte. Questo numero spiega come trasformare la domanda in una strategia di ricerca efficace, utilizzando strumenti come PubMed e database EBM.

Una domanda ben formulata non è solo un esercizio mentale: è la chiave che apre la porta della ricerca.

Negli articoli precedenti abbiamo visto come nascono i dubbi clinici, come distinguere le domande di background da quelle di foreground, e come strutturare un quesito con il modello PICO (e le sue varianti). Ora è il momento di fare il passo successivo: trovare le risposte.

E per farlo, dobbiamo sapere dove cercare e come farlo in modo efficace.

Dove cercare?

La letteratura scientifica è vastissima. Ogni anno si pubblicano milioni di articoli. Senza una bussola, rischiamo di perderci tra risultati irrilevanti o fuorvianti.

Ecco perché è importante affidarsi a fonti selezionate:

  • Linee guida affidabili: SNLG (che per la legge italiana sono “le linee guida”), NICE, SIGN, USPSTF, AIFA, WHO
  • Revisioni sistematiche: Cochrane Library è il punto di riferimento.
  • Motori EBM “filtrati”: TripDatabase, Epistemonikos
  • Banche dati primarie: PubMed, che resta lo strumento centrale della ricerca clinica

Ed è proprio su PubMed che ci concentreremo, perché è gratuito, aggiornato e universale.

Ma come si interroga PubMed?

La maggior parte dei medici, anche esperti, digita su PubMed una frase del tipo:

“statine ipertensione prevenzione infarto”

E ottiene migliaia di risultati, disordinati, poco pertinenti.

Il problema non è PubMed. È la domanda mal trasformata in ricerca.

Per evitare questo, serve trasformare il quesito clinico ben formulato in una stringa PICO-ready: una sequenza ordinata di termini, ciascuno riferito a un elemento della domanda.

Come si trasforma un quesito clinico in una stringa di ricerca?

Prendiamo l’esempio già visto nel numero precedente:

Domanda PICO (in italiano):

“Nei pazienti adulti con ipertensione in prevenzione primaria (P), la somministrazione di statine (I) riduce il rischio cardiovascolare (O) rispetto al non trattare (C)?”

Versione inglese (per la ricerca):

In adult patients with hypertension in primary prevention (P), does the administration of statins (I) reduce cardiovascular risk (O) compared to no treatment (C)?

Per cercare questa risposta su PubMed, non useremo una frase intera, ma costruiremo una stringa separando i termini per categoria:

(P) hypertension AND “primary prevention”
(I) statins
(C) placebo OR “no treatment”
(O) “cardiovascular risk” OR “myocardial infarction” OR stroke

Stringa finale da inserire su PubMed:

[P](hypertension AND "primary prevention") AND 
[I](statins) AND 
[C](placebo OR "no treatment") AND 
[O]("cardiovascular risk" OR "myocardial infarction" OR stroke)

Suggerimento: usa virgolette per termini composti (“no treatment”), e parentesi per unire i sinonimi. Evita articoli, preposizioni e frasi intere.

Esempio 2 – Yoga per lombalgia cronica

Domanda PICO (inglese):

In patients with chronic low back pain (P), is yoga (I) more effective than physiotherapy (C) in reducing pain (O)?

Stringa di ricerca:

[P]("chronic low back pain") AND 
[I](yoga) AND 
[C](physiotherapy) AND 
[O](pain OR "pain reduction" OR disability)

Esempio 3 – Vaccino antipneumococcico in BPCO

Domanda PICO (inglese):

In patients with COPD (P), does pneumococcal vaccination (I) reduce exacerbations (O) compared to no vaccination (C)?

Stringa di ricerca:

[P](COPD OR "chronic obstructive pulmonary disease") AND 
[I]("pneumococcal vaccine") AND 
[C]("no vaccination" OR placebo) AND 
[O](exacerbation OR hospitalization)

Nota: ovviamente le parole del PICO tra parentesi quadra vendono omesse, hanno solo significato didattico in questo contesto.

Come valutare i risultati?

Una volta lanciata la ricerca, PubMed ci restituisce articoli ordinati per data. Ma non tutto ciò che è nuovo è utile.

Perciò conviene applicare subito i filtri sulla colonna sinistra:

  • Article typeSystematic Reviews, Clinical Trials, Practice Guidelines
  • Text availabilityFree full text, se non abbiamo accesso istituzionale
  • Publication dates → ultimi 5 o 10 anni
  • SpeciesHumans

Poi si legge il titolo e l’abstract, e si valuta se l’articolo risponde davvero alla nostra domanda.

Una volta selezionato un buon articolo, potremo leggerne i risultati e — nei prossimi articoli — impareremo anche a valutarne la qualità metodologica.

In sintesi

Una domanda ben costruita è solo l’inizio.

Ma una ricerca ben formulata è ciò che trasforma la teoria in una pratica clinica aggiornata, ragionata e difendibile.

Sapere cosa cercare è fondamentale, ma lo è altrettanto saper riconoscere che tipo di studio abbiamo davanti, capire dove si colloca nella gerarchia delle prove e quanto possiamo fidarci dei suoi risultati.

Per questo, nel prossimo numero dedicheremo un articolo a:

Come si classifica la letteratura scientifica?

– Quali sono i tipi di studio (RCT, osservazionali, revisioni, case report)

– Cosa distingue una revisione sistematica da una linea guida

– Cosa vuol dire “livello di evidenza”

– Qual è il “grado” di raccomandazione

Perché cercare bene è una competenza tecnica, ma scegliere bene è una responsabilità clinica.

Cercare bene è già parte del curare. Valutare bene è ciò che ci rende medici consapevoli.