L’obesità e il diabete di tipo due rappresentano oggi una vera emergenza sanitaria globale che coinvolge oltre un miliardo di persone. Per molto tempo si è creduto erroneamente che il grave eccesso di peso fosse il risultato di una mancanza di volontà individuale o di cattive abitudini a tavola. La scienza medica moderna ci ha invece dimostrato che ci troviamo di fronte a una malattia complessa e profonda, in cui i fisiologici meccanismi che regolano l’appetito e il metabolismo degli zuccheri si sono inceppati. Affrontare questa condizione richiede un aiuto molto più mirato e potente rispetto alla sola dieta, un aiuto che oggi la medicina è in grado di offrire grazie a una straordinaria classe di farmaci che sta letteralmente rivoluzionando le cure.
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Per capire come funzionano queste nuove terapie dobbiamo osservare cosa accade nel nostro corpo subito dopo un pasto. Quando mangiamo, il nostro intestino rilascia naturalmente delle preziose sostanze chimiche chiamate incretine. Questi ormoni naturali hanno il compito vitale di segnalare al pancreas che è arrivato il momento di produrre insulina, la chiave fondamentale che permette agli zuccheri di entrare nelle cellule. Contemporaneamente, questi stessi ormoni viaggiano fino al nostro cervello, accendendo un interruttore che ci fa sentire sazi. Purtroppo, nelle persone che soffrono di obesità o diabete, questo sistema di comunicazione risulta del tutto indebolito. I nuovi medicinali sono stati progettati in laboratorio per imitare perfettamente l’azione di questi ormoni intestinali, ma con una forza e una durata di gran lunga superiori.Una volta assunti, questi farmaci ingannano positivamente il nostro organismo facendogli credere di aver appena consumato un pasto abbondante. Il primo effetto è un forte e benefico rallentamento dello svuotamento dello stomaco, che ci fa sentire pieni per molte ore e riduce drasticamente i fastidiosi picchi di zucchero nel sangue. Nel frattempo, agendo direttamente sui centri nervosi dell’appetito, spengono il costante e logorante senso di fame che tormenta chi cerca di perdere peso. Le versioni più moderne di queste terapie riescono a combinare l’azione di due o tre ormoni diversi, aiutando il corpo non solo a mangiare meno, ma anche a bruciare efficacemente i grassi accumulati, in particolare quelli assai pericolosi che si depositano stabilmente attorno al fegato.
I risultati clinici di questi nuovi trattamenti sono andati ben oltre il semplice dimagrimento estetico o il controllo della glicemia. Si è scoperto infatti che questi farmaci offrono uno scudo protettivo fondamentale per il cuore e per i reni, riducendo in modo notevole il rischio di gravi infarti e ritardando i danni renali tipici del diabete. Tuttavia, non ci troviamo di fronte ad una bacchetta magica. Rallentare il sistema digestivo comporta spesso effetti collaterali fastidiosi come forte nausea, vomito o stitichezza ostinata. Inoltre, il rapido dimagrimento porta spesso a perdere non solo il grasso ma pure i muscoli e la densità delle ossa. Infine, se la terapia viene interrotta, il peso perso tende a ritornare. Tali farmaci, pertanto, necessitano sempre di una rigorosa supervisione del medico.
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