Dalla Relazione dell’Avv. Gianni Dell’Aiuto
L’integrazione dell’intelligenza artificiale e la capillare datafication della vita quotidiana stanno riconfigurando la pratica clinica e l’esperienza di cura, imponendo una revisione metodologica nell’approccio al paziente contemporaneo (Dell’Aiuto Gianni 2026). La costante delega di funzioni cognitive ai dispositivi digitali ha determinato la formazione di nuove dimensioni dell’identità personale che interagiscono direttamente con lo stato di salute generale del soggetto (Dell’Aiuto Gianni 2026). Si osserva la coesistenza di un’identità virtuale definita dai tracciati digitali e dalla profilazione algoritmica, di un profilo adattato all’ecosistema delle piattaforme di ricerca e di una condizione dimensionale definita onlife, nella quale la distinzione tra presenza fisica e connessione alla rete risulta del tutto superata (Dell’Aiuto Gianni 2026).
Questa articolata trasformazione antropologica e culturale genera entità nosografiche emergenti e modifica la presentazione di quadri patologici complessi, con particolare incidenza nella popolazione in età evolutiva (Dell’Aiuto Gianni 2026). Nella pratica medica quotidiana si registra l’aumento di disturbi correlati all’immagine corporea mediata dai social network, manifestazioni ansiose legate al controllo compulsivo delle piattaforme, ritiro sociale prolungato associato a dipendenza digitale e alterazioni strutturali dei ritmi circadiani e del sonno (Dell’Aiuto Gianni 2026). Tali evidenze impongono l’introduzione sistemica dell’anamnesi digitale nelle valutazioni cliniche ordinarie, al fine di indagare l’esposizione ai dispositivi, i pattern di utilizzo e i potenziali fattori di rischio ambientali (Dell’Aiuto Gianni 2026).
Sul piano operativo e della governance sanitaria, l’impiego dei sistemi di supporto alla decisione clinica e delle tecnologie analitiche richiede elevati standard di qualità dei dati e la validazione rigorosa degli algoritmi (Dell’Aiuto Gianni 2026). L’utilizzo di dataset non rappresentativi o decontestualizzati comporta il rischio concreto di amplificare le diseguaglianze assistenziali e produrre fenomeni di iatrogenesi informazionale (Dell’Aiuto Gianni 2026). La tutela della riservatezza e la trasparenza nel trattamento dei dati sanitari non costituiscono meri adempimenti burocratici, ma rappresentano vere e proprie variabili terapeutiche in grado di influenzare l’alleanza di cura, la percezione di sicurezza e l’adesione ai trattamenti (Dell’Aiuto Gianni 2026).
L’evoluzione verso una medicina di precisione digitale non prescinde dalla centralità del giudizio clinico e dalla responsabilità professionale del singolo medico (Dell’Aiuto Gianni 2026). Risulta indispensabile promuovere una corretta alfabetizzazione digitale, rafforzare il controllo critico sugli strumenti automatizzati e preservare il valore insostituibile del tempo di relazione e della comunicazione con il paziente (Dell’Aiuto Gianni 2026).
Bibliografia
Dell’Aiuto Gianni. 2026. “Tre identità e un paziente «onlife»: come l’IA sta riscrivendo clinica, etica e diritto.” Relazione presentata al Convegno della Società Italiana di Medicina Interna, 25 settembre 2026. https://youtu.be/Ith05W8c6Ik?t=5653