A cura della Redazione
Si è svolto mercoledì 21 gennaio 2026, presso la sede della Fondazione CRC, l’incontro di presentazione della ricerca “Transizione digitale e intelligenza artificiale in ambito sociosanitario in provincia di Cuneo”, promossa dall’Ufficio Studi della Fondazione in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di approfondimento strategico avviato dalla Fondazione CRC per comprendere in modo strutturato l’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale sui servizi sanitari e socio-assistenziali del territorio, in coerenza con gli indirizzi del Piano Socio-Sanitario Regionale e con le trasformazioni in atto nel sistema delle cure.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti della Regione Piemonte, delle Aziende Sanitarie, dei Distretti, degli Enti gestori dei servizi sociosanitari, del Terzo Settore e degli Ordini professionali, a testimonianza dell’interesse trasversale che il tema riveste per l’intero sistema territoriale.
Il ruolo della Fondazione CRC: ricerca come strumento di governo del cambiamento
Ad aprire i lavori è stata la Fondazione CRC, che ha illustrato le motivazioni alla base dell’avvio della ricerca.
La vicepresidente Elena Merlatti ha sottolineato come la scelta di approfondire il tema della transizione digitale nasca da un’esigenza emersa con forza dal territorio: comprendere in che modo le nuove tecnologie stiano modificando l’organizzazione dei servizi, l’accesso alle cure e la qualità delle risposte offerte ai cittadini.
L’obiettivo non è soltanto descrittivo, ma orientato a fornire strumenti conoscitivi utili per le future scelte di programmazione, in un contesto caratterizzato da cambiamenti rapidi, carenza di personale, invecchiamento della popolazione e crescente complessità assistenziale.
Nel suo intervento, la Fondazione ha richiamato anche il percorso già avviato negli ultimi anni su temi quali telemedicina, digitalizzazione dei servizi e innovazione organizzativa, sottolineando come questa nuova ricerca rappresenti un ulteriore passo verso una visione integrata del welfare territoriale.
Il contributo scientifico dell’Università di Torino
Il progetto di ricerca è stato illustrato dalla prof.ssa Paola Berchialla, del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino, che ha presentato l’impianto metodologico e gli obiettivi scientifici dell’indagine.
La ricerca si propone di analizzare in modo sistematico:
– il livello di digitalizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari;
– le competenze e le percezioni degli operatori;
– l’impatto delle tecnologie sull’accesso alle cure;
– le criticità e le disuguaglianze generate o amplificate dalla transizione digitale.
Un aspetto centrale riguarda la volontà di superare un approccio puramente teorico, costruendo invece una mappatura reale del territorio, attraverso il coinvolgimento diretto di operatori, istituzioni e cittadini.
La prof.ssa Berchialla ha sottolineato come la ricerca si svilupperà su più livelli:
– analisi della letteratura e del contesto normativo;
– ricognizione dei progetti attivi sul territorio;
– realizzazione di due survey, una rivolta ai cittadini e una agli operatori sanitari e sociosanitari;
– momenti di confronto qualitativo e restituzione finale dei risultati.
Particolare attenzione sarà dedicata ai temi dell’equità di accesso, della sostenibilità dei modelli digitali, dell’impatto etico e organizzativo dell’intelligenza artificiale e del ruolo delle competenze professionali nel governo dell’innovazione.
Il contributo dell’Ordine dei Medici di Cuneo
All’incontro ha partecipato anche l’Ordine dei Medici di Cuneo, rappresentato dal dott. Corrado Magnino, coordinatore della Commissione ordinistica su Algoretica e Intelligenza Artificiale applicata alla Medicina, e dal dott. Elvio G. Russi, in rappresentanza del Consiglio dell’Ordine.
Corrado Magnino ha evidenziato come il tema dell’intelligenza artificiale sia ormai entrato nella pratica quotidiana dei professionisti, spesso in modo non strutturato.
L’utilizzo crescente di strumenti di IA – anche generativi – pone oggi un problema reale di alfabetizzazione digitale e clinica, in assenza di una formazione sistematica e condivisa.
È stato sottolineato come:
– molti medici utilizzino già strumenti digitali senza un adeguato supporto formativo;
– sia necessario sviluppare competenze critiche sull’uso dell’IA;
– serva una riflessione etica e professionale sul rapporto tra tecnologia, decisione clinica e responsabilità.
Elvio Russi ha richiamato il ruolo dell’Ordine come garante della qualità professionale e della tutela del paziente, sottolineando come l’innovazione non possa essere subita, ma governata.
L’intelligenza artificiale – ha ricordato – non sostituisce il medico, ma impone al medico di acquisire nuove competenze per utilizzarla in modo appropriato, sicuro e responsabile.
È stato inoltre ricordato l’impegno dell’Ordine nella divulgazione scientifica e nella formazione, attraverso il Notiziario, le iniziative pubbliche e le attività della Commissione dedicata, con l’obiettivo di accompagnare i colleghi in una fase di profonda trasformazione della professione.
Le survey: uno strumento chiave per il territorio
Elemento centrale del progetto sarà la realizzazione di due survey territoriali:
– una rivolta ai cittadini, per analizzare percezione, utilizzo e barriere di accesso ai servizi digitali;
– una rivolta agli operatori sanitari e sociosanitari, per raccogliere dati su competenze, utilizzo delle tecnologie, criticità operative e bisogni formativi.
Le survey non rappresentano un mero adempimento statistico, ma uno strumento fondamentale di ascolto del territorio, finalizzato a costruire una base conoscitiva solida su cui impostare future scelte organizzative e politiche.
I risultati confluiranno in un report finale che costituirà un riferimento per:
– le istituzioni locali,
– i decisori pubblici,
– le aziende sanitarie,
– gli ordini professionali.
Il ruolo dei medici: partecipare per orientare il cambiamento
La riuscita del progetto dipenderà in larga misura dalla partecipazione attiva dei professionisti.
Per questo l’Ordine dei Medici di Cuneo invita i colleghi a prendere parte alle survey che verranno prossimamente diffuse.
La partecipazione rappresenta un’opportunità concreta per:
– far emergere le reali esigenze della pratica clinica;
– contribuire a definire modelli sostenibili di innovazione;
– evitare che la transizione digitale venga calata dall’alto senza tenere conto della realtà quotidiana dei servizi.
In un contesto in cui il Piano Socio-Sanitario Regionale individua chiaramente nella digitalizzazione una leva strategica, il contributo della classe medica diventa essenziale per garantire che l’innovazione resti al servizio della cura, della relazione medico-paziente e della qualità dell’assistenza.