O.Magnussen et al. N Engl J Med 2023;389:1273-85. DOI: 10.1056/NEJMoa2206916

Il presente documento analizza i risultati di un imponente studio condotto dal Global Cardiovascular Risk Consortium, che ha armonizzato i dati a livello individuale di oltre 1,5 milioni di partecipanti provenienti da 112 studi di coorte in 34 paesi. L’obiettivo primario è stato valutare l’impatto di cinque fattori di rischio modificabili (indice di massa corporea (BMI), pressione arteriosa sistolica (SBP), colesterolo non-HDL, fumo attuale e diabete), sull’incidenza delle malattie cardiovascolari (CVD) e sulla mortalità per tutte le cause.

I risultati chiave includono:

– Impatto globale: circa il 57,2% dei casi di CVD nelle donne e il 52,6% negli uomini sono attribuibili a questi cinque fattori di rischio.
– Mortalità: Il 22,2% dei decessi per qualsiasi causa nelle donne e il 19,1% negli uomini sono riconducibili agli stessi fattori.
– Fattore dominante: la pressione arteriosa sistolica (SBP) è emersa come il principale contributore all’incidenza delle malattie cardiovascolari in tutte le regioni geografiche analizzate.
– Variazioni regionali: esistono differenze significative nella prevalenza dei fattori di rischio e nei tassi di eventi tra le otto regioni geografiche studiate, con tassi di eventi costantemente inferiori nelle donne rispetto agli uomini.

Metodologia di ricerca
Lo studio si distingue per l’utilizzo di dati armonizzati a livello individuale, superando i limiti dei dati sintetici e dell’eterogeneità metodologica delle ricerche precedenti.

  • Popolazione dello studio: 1.518.028 partecipanti (54,1% donne) con un’età mediana di 54,4 anni.
  • Copertura geografica: otto regioni (Nord America, America Latina, Europa Occidentale, Europa Orientale e Russia, Nord Africa e Medio Oriente, Africa subsahariana, Asia e Australia).
  • Follow-up: mediana di 7,3 anni per le CVD e 8,7 anni per la mortalità (con punte massime di oltre 47 anni).
  • Fattori di rischio analizzati:
    – Indice di massa corporea (BMI)
    – Pressione arteriosa sistolica (SBP)
    – Colesterolo non-HDL
    – Fumo attuale
    – Diabete mellito

    Analisi dei fattori di rischio e impatto sulle patologie

    1. Incidenza delle malattie cardiovascolari (CVD)

    Lo studio ha rilevato che la forza dell’associazione tra i fattori di rischio e le CVD varia significativamente con l’età e il sesso.

    Regione Geografica Incidenza CVD a 10 anni (Donne) Incidenza CVD a 10 anni (Uomini)
    Globale 4,0% 7,8%
    Nord America 7,4% 13,7%
    Europa Orientale e Russia 5,7% 9,9%
    Nord Africa e Medio Oriente 6,4% 9,4%
    Europa Occidentale 3,7% 7,3%
    Asia 2,5% 4,2%

     

    1. Mortalità per tutte le cause

    La mortalità a 10 anni ha mostrato picchi critici in alcune aree specifiche:

    • Africa subsahariana: i tassi più elevati registrati (27,2% per le donne e 34,6% per gli uomini).
    • Asia ed Europa Orientale: tassi significativamente alti, specialmente tra la popolazione maschile.
    • Australia ed Europa Occidentale: i tassi di mortalità più bassi tra le regioni analizzate.

    1. Dinamiche Relative all’età
    • Associazione stabile: il BMI mostra un’associazione costante con il rischio di CVD e morte a tutte le età.
    • Associazione decrescente: la forza del legame tra SBP, diabete e fumo con gli eventi cardiovascolari tende a diminuire con l’avanzare dell’età.
    • Colesterolo non-HDL: l’associazione con le CVD cala con l’età, ma rimane stabile per quanto riguarda la mortalità per tutte le cause.

    Frazioni attribuibili alla popolazione (PAF)
    La PAF stima la proporzione di eventi che potrebbero essere evitati se un fattore di rischio fosse sostituito da un valore ideale.

    Risultati globali

    • CVD: la frazione aggregata è del 57,2% (donne) e del 52,6% (uomini).
    • Mortalità: il valore è del 22,2% (donne) e del 19,1% (uomini).

    Analisi per singolo fattore (CVD)

    • Pressione arteriosa sistolica (SBP): è il fattore più influente, con una PAF del 29,3% nelle donne e del 21,6% negli uomini.
    • Colesterolo non-HDL: 15,4% (donne) e 16,6% (uomini).
    • Diabete: 15,2% (donne) e 10,2% (uomini).
    • Fumo: 6,7% (donne) e 10,7% (uomini).
    • BMI: 7,6% per entrambi i sessi.

    Variazioni regionali notevoli (PAF aggregata)

    • Nord Africa e Medio Oriente: presenta le PAF più elevate per le CVD (64,2% donne, 60,5% uomini).
    • Asia: mostra una PAF molto alta per la mortalità per tutte le cause negli uomini (43,2%).
    • Australia ed Europa Occidentale: presentano le PAF più basse per la mortalità, suggerendo che in queste regioni altri fattori non misurati abbiano un peso maggiore.

    Conclusioni e implicazioni cliniche
    L’analisi del Global Cardiovascular Risk Consortium conferma che oltre la metà dei casi di malattie cardiovascolari a livello mondiale può essere prevenuta intervenendo su cinque fattori metabolici e comportamentali comuni.

     

    Considerazioni finali

    • Priorità della pressione arteriosa: il controllo rigoroso della SBP (target <120 mm Hg) offre il maggior potenziale preventivo globale.
    • Differenze di sesso: le donne sviluppano CVD in età più avanzata rispetto agli uomini e presentano tassi di eventi inferiori, indipendentemente dalla regione.
    • Paradosso del colesterolo: è stata osservata un’associazione a forma di “J” invertita tra colesterolo non-HDL e mortalità totale; mentre livelli bassi riducono drasticamente gli eventi cardiovascolari, livelli estremamente bassi sono talvolta associati a una maggiore mortalità a lungo termine.
    • Ruolo del BMI e del fumo: nonostante la loro importanza, in questo studio hanno mostrato frazioni attribuibili inferiori rispetto alla SBP, possibilmente a causa di differenze nelle definizioni di rischio o della mediazione degli effetti attraverso ipertensione e diabete.

    Il documento sottolinea, infine, che sebbene questi cinque fattori siano cruciali, esiste ancora una quota significativa di rischio “residuo” che potrebbe essere influenzata da fattori ambientali (inquinamento, rumore), socioeconomici (istruzione), psicologici (depressione) e genetici.