Redazione OMCeO – CAO: Gianpaolo Da Milano, Marco Bevilacqua,  Carlo Fornaseri

La recente pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo 3 febbraio 2026, n. 17, segna un passaggio normativo rilevante per l’ordinamento didattico e professionale dell’odontoiatria in Italia. Il provvedimento, che attua la direttiva (UE) 2024/782, interviene modificando il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali (Presidente della Repubblica 2026). L’intervento del legislatore non rappresenta un mero adeguamento burocratico, ma recepisce un’evoluzione sostanziale delle competenze richieste al moderno professionista della salute orale, allineando i requisiti minimi di formazione italiani agli standard progressivi individuati a livello comunitario e negli Stati EFTA (FNOMCeO 2026).

Il fulcro della riforma, per quanto concerne la categoria, risiede nell’Articolo 2 del decreto, che riscrive il comma 3 dell’articolo 41 del D.Lgs. 206/2007. La nuova formulazione stabilisce che la formazione dell’odontoiatra deve garantire non solo l’acquisizione delle competenze cliniche e diagnostiche tradizionali, ma integrare esplicitamente un’adeguata conoscenza dell’odontoiatria digitale (Presidente della Repubblica 2026). Il testo normativo pone l’accento non solo sulla conoscenza teorica delle tecnologie, ma richiede una comprensione operativa del loro utilizzo e, aspetto cruciale per la sicurezza delle cure, della loro applicazione sicura nella pratica clinica (FNOMCeO 2026). Tale integrazione risponde alla necessità di colmare il divario tra i precedenti requisiti minimi, risalenti alla direttiva 2005/36/CE, e l’attuale stato dell’arte tecnologico che permea la diagnostica per immagini, la progettazione protesica e la pianificazione terapeutica.

Il percorso formativo mantiene la struttura consolidata di studi teorici e pratici a tempo pieno per una durata minima di cinque anni, equivalenti ad almeno 5.000 ore di insegnamento, da svolgersi presso un’università o sotto la supervisione di essa (FNOMCeO 2026). Tuttavia, l’allegato A del decreto apporta modifiche significative all’elenco delle materie di studio obbligatorie riportate nell’allegato V del decreto del 2007. Oltre alle scienze di base e medico-biologiche, il nuovo programma di studi per gli odontoiatri vede l’inserimento formale di due nuovi ambiti disciplinari specifici: l'”Assistenza collaborativa interprofessionale” e la “Tecnologia digitale in odontoiatria” (Presidente della Repubblica 2026). L’inclusione dell’assistenza interprofessionale sottolinea un cambio di paradigma verso una gestione del paziente sempre più integrata, dove l’odontoiatra non opera come monade clinica ma interagisce con altre figure sanitarie, un approccio fondamentale nella gestione di pazienti complessi o con patologie sistemiche.

Sul piano dei contenuti, il decreto ribadisce la necessità di solide basi nelle scienze mediche generali e nelle materie specificamente odontostomatologiche. Tra le competenze indefettibili figurano la conoscenza della costituzione, fisiologia e comportamento di persone sane e malate, nonché la comprensione dell’influenza dell’ambiente naturale e sociale sullo stato di salute (Presidente della Repubblica 2026). Viene confermata la centralità di un’adeguata esperienza clinica, che deve essere acquisita sotto opportuno controllo per garantire la capacità di gestire anomalie, lesioni e malattie dei denti, della bocca, delle mascelle e dei tessuti relativi (Presidente della Repubblica 2026).

Per il medico odontoiatra già attivo sul territorio, queste modifiche normative hanno una duplice valenza. Da un lato, certificano che le nuove generazioni di colleghi accederanno alla professione con un background nativo sulle tecnologie digitali e sulle dinamiche di collaborazione interprofessionale. Dall’altro, impongono una riflessione sull’aggiornamento professionale continuo (ECM) per i professionisti senior. L’esplicita menzione normativa dell’odontoiatria digitale come requisito minimo di formazione suggerisce che la padronanza di tali strumenti non è più considerata una competenza specialistica opzionale, ma parte integrante del corredo standard dell’odontoiatra europeo.

Va infine notato che il decreto, pur focalizzandosi sulla formazione, ribadisce che le attività professionali dell’odontoiatra restano regolate dalla legge n. 409 del 1985 (FNOMCeO 2026). Non vi è dunque una modifica del perimetro delle attribuzioni professionali, quanto piuttosto un arricchimento qualitativo del bagaglio culturale e tecnico necessario per esercitarle. L’obiettivo del legislatore è garantire che il professionista sia in grado di valutare fatti stabiliti scientificamente e analizzare dati clinici con metodi rigorosi, integrando le nuove tecnologie senza abdicare al ragionamento clinico e alla tutela della salute generale del paziente (Presidente della Repubblica 2026).

Take home message

  • Il digitale diventa standard: il D.Lgs. 17/2026 trasforma l’odontoiatria digitale da opzione specialistica a requisito di base obbligatorio per l’accesso alla professione (Presidente della Repubblica 2026).
  • Nuove materie curriculari: i piani di studio devono includere specificamente “Tecnologia digitale in odontoiatria” e “Assistenza collaborativa interprofessionale” come pilastri per la sicurezza delle cure (FNOMCeO 2026).
  • Aggiornamento necessario: le competenze richieste ai neolaureati ridefiniscono la best practice corrente; per i professionisti già attivi è prioritario allinearsi tramite formazione continua (ECM) sui flussi digitali e multidisciplinari (Presidente della Repubblica 2026).

Bibliografia

  1. FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri). 2026. “Comunicazione n. 27: decreto legislativo 3 febbraio 2026, n. 17 – Attuazione della direttiva (UE) 2024/782”. Roma: FNOMCeO.
  2. Presidente della Repubblica. 2026. “Decreto Legislativo 3 febbraio 2026, n. 17. Attuazione della direttiva (UE) 2024/782, che modifica la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i requisiti minimi di formazione per le professioni di infermiere responsabile dell’assistenza generale, dentista e farmacista”. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 35 del 12-2-2026.