Il presidente dottor Sebastiano Cavalli collegato da remoto – causa forza maggiore – accolti i presenti, ha circostanziato il momento denso di difficoltà per la classe medica ed in generale per tutti gli operatori sanitari. Coesione, formazione e visione saranno imperativi per accompagnare i cambiamenti in atto. Cavalli, chiarita la necessità di aumentare la tassa d’iscrizione e di anticiparne il versamento a gennaio per garantire l’operatività amministrativa dell’Ordine, si è congratulato con i convenuti a ricevere la medaglia per i 50 anni dalla laurea, ed ha passato la parola al presidente dell’Albo Odontoiatri.
Il dottor Gian Paolo Damilano, presidente CAO, appena rientrato dal Consiglio Nazionale svolto a Roma, ha ribadito le criticità incombenti su tutta la classe medica, appellando l’Ordine a “dare voce a tutti gli iscritti” a sostenerli nel proprio ambito, ma soprattutto richiamando la priorità dell’Ordine stesso a “tutelare i cittadini” rispetto ad un vero e proprio “mercato” sanitario dove vigilare su deontologia e professionalità dei medici è diventato imperativo.
Interviene la dottoressa Paola Rossi, consigliera e segretaria del Direttivo, avvalorando le parole del dottor Damilano annuncia iniziative quali “il porte aperte all’Ordine” una o due volte al mese per dare voce alle istanze degli iscritti offrendo uno spazio condiviso di dibattito e confronto produttivo.
È il momento del tesoriere dell’Ordine – dottor Elvio Russi – che illustra il Bilancio di Previsione 2026 – oggetto di approvazione dell’Assemblea – dettagliando come nonostante siano state attuate ove possibile economie, la progressione al rialzo dei costi derivanti sia nuovi obblighi operativi e legislativi, sia – al pari di ogni bilancio domestico – incrementi di utenze, abbiano determinanto la necessità di incremento delle quota d’iscrizione. Incremento proposto per fasce d’età degli iscritti al fine di mitigarne l’impatto su colleghi più giovani e più anziani, sostanzialmente individuando una fascia di maggiore produttività anagrafica.
Dalla platea richiede la parola il già presidente dottor Salvio Sigismondi il cui intervento riportiamo integralmente dallo scritto che ci ha gentilmente autorizzato a condividere.
Caro signor presidente, mi rivolgo a te perché nella tua persona si riassume l’operato del Consiglio, si sublima l’intera classe medica provinciale.
Qualcuno ancora ricorderà nelle tornate elettorali degli anni ’80 si candidasse sempre un simpatico e sfortunato collega, pediatra dell’ospedale di Mondovì, perito tragicamente in montagna. Costui esponeva un cartello artigianale, col quale elencava le sue 4-5 buone ragioni secondo cui l’Ordine andava abolito e raccoglieva una manciata di voti.
Oggi potrebbe constatare come, se non nella forma, almeno nella sostanza, il nostro ordine pare non esistere. Da qui il mio stupore verso l’acquiescienza di quei pochi consiglieri che conosco di persona e che reputo, persone perbene e degne della massima stima.
La lista di discussione che mal funzionava e che si intendeva vivacizzare con la nomina di un moderatore è scomparsa.
Il Notiziario relegato alla sola diffusione telematica che esclude così una significativa platea di colleghi non troppo esperti in comunicazione digitale, di tutto si occupa fuorché di quello che dovrebbe essere la sua priorità cioè di fornire una qualche forma di collegamento tra l’operato del Consiglio e degli iscritti.
Come sono lontani i tempi in cui ogni settimana qualcuno si occupava di inviare agli iscritti una sintesi degli argomenti affrontati ed in redazione si discuteva per trovare il modo più appropriato per rendere pubblici gli esiti dei procedimenti disciplinari.
I verbali del Consiglio direttivo, consultabili solo dagli scritti mediamente esperti digitali, sono un qualcosa di straniante dove non emergono mai le posizioni di pensieri di chi siede in consiglio. Vige forse la dottina del pensiero unico? Sembra più facile carpire i segreti del Pentagono che individuare le correnti di pensiero del Consiglio.
Sulle commissioni che avrebbero dovuto sussidiare e supportare le attività del Consiglio è da stendere un velo pietoso: riunire dei pensatori per concludere, ad esempio, che la raccolta del consenso informato, così come avviene oggi è un problema o che il rapporto ospedale territorio rappresenti delle criticità non mi pare sia il massimo.
Se poi si volge lo sguardo ai problemi reali che interessano la vita quotidiana degli iscritti nascono spontanee una serie di domande.
Lo sa l’Ordine che il settore dei dipendenti e in uno stato di sofferenza insostenibile con ore di straordinarie regalati alle aziende, con turni di lavoro massacranti?
Si è accorto l’Ordine che l’Aso S. Croce ha avuto dei problemi di accusa di prenotazioni fasulle? Di aggressione al personale? Di contestazioni per rifiuti di eseguire indagini strumentali richieste dal territorio?
Lo sa l’Ordine che i colleghi che possono fuggono dal Servizio pubblico per porsi sul mercato privato? Spuntano così fior di luminari, spesso tali solo per l’ammontare della parcella. Offrono parecchi servizi privati e poche fatture per non essere equiparati alle fattucchiere.
Lo sa l’Ordine che un numero sempre maggiore di cittadini rinuncia alle cure per difficoltà di accesso?
Lo sa l’Ordine che per converso alcuni medici generosi hanno attivato ambulatori specialistici solidali come a Saluzzo ed a Fossano?
Lo sa l’Ordine che la Regione Piemonte prepara un piano socio sanitario che presenta gravi criticità, evidenziate ad esempio dal Presidente dell’Ordine di Torino?
Lo sa l’Ordine che nella società e nel Parlamento si sta affrontando il delicato tema del fine vita è dell’educazione affettiva-sessuale nelle scuole pubbliche?
Si è accorto l’Ordine che la politica ha messo in atto un tentativo di passare alla dipendenza, la medicina del territorio scardinando così l’ENPAM, quel prezioso istituto attraverso il quale si sostenta una vasta platea di medici e di pensionati?
Potrei ancora continuare, ma queste considerazioni sono per me purtroppo più che sufficienti per trovare uno sconfortante senso di vergogna per appartenere a questo Ordine?
Nello specifico infine dell’approvazione del bilancio preventivo 2026, non riesco a comprendere se si tratti di un divertissmant o di una presa in giro verso l’Assemblea? Come si fa a proporre un bilancio preventivo in assenza di approvazione del bilancio consuntivo? Il bilancio preventivo anche se approvato non avrà alcuna efficacia in quanto, caro presidente, ben sai che tra un mese senza bilancio consuntivo si andrà ope legis nel cosiddetto esercizio provvisorio, cioè per alcuni mesi non si potrà deliberare alcuna spesa specifica che non sia di ordinaria amministrazione. Va sempre bene.
La fantasia al potere però non si deve neppur derogare anche solo al comune buon senso confidando nel fatto che troppo spesso la massa degli scritti per il quieto vivere approva e digerisce un po’ tutto. Ovviamente penso procederai spedito nelle tue determinazioni, ma non nel mio nome.
Risponde (su delega del presidente Cavalli, sempre in collegamento) il dottor Elvio Russi. Poche e ferme le parole scelte: “abbiamo e stiamo lavorando intensamente per offrire soluzioni concrete ai problemi ereditati e servizi sostanziali agli iscritti. Quanto fatto è pubblico ed evidente per chi lo vuole vedere. La scelta di perseguire – in questo mandato – l’obiettivo di lasciare a chi succederà una situazione solida e un assetto sostenibile impegnandoci ad indirizzare ed accompagnare gli iscritti ai cambiamenti introdotti, ad esempio dall’inesorabile avvento dell’Intelligenza Artificiale, è ben delineata, il tempo ne misurerà la bontà”.
Prende la parola il dottor Elsio Balestrino, consigliere anziano, per rispondere alle affermazioni del dottor Salvio Sigismondi, con il quale ha condiviso una lunga consuetudine di amicizia e di vita ordinistica. Balestrino, circostanziato il proprio ruolo di responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza dal 2016, spiega come a far tempo dal 2019, abbia descritto e implementato sul portale dedicato ogni attività o processo di competenza dell’Ordine: “mediante regolamenti laddove l’attività può essere regolamentata, procedimenti oppure linee-guida quando non fosse possibile formalizzare un regolamento. Ogni documento è oggi pubblico ed accessibile sia all’Iscritto che al Cittadino. Chiunque ha la possibilità di verificare se l’Ordine agisce in coerenza alle regole che si é dato”.
In relazione al rigoroso adempimento alle regole, il dr Balestino richiama come – essendo l’Ordine un organo collegiale – non sia ipotizzabile alcuna decisione assunta al di fuori del confronto consiliare: “una realtà ben lontana – sottolinea – dalla visione monocratica del dr. Sigismondi. Sotto la sua presidenza al lunedì alle 14.30 si riuniva la cosiddetta Giunta (termine impropriamente utilizzato per l’esecutivo…) con la presenza a volte di due consiglieri o anche del solo presidente, che, alle 15, comunicava in mail in list agli Iscritti le decisioni assunte. Ritengo necessario ricordare, a fronte delle molte colpe attribuite al nostro Consiglio, che il compito istituzionale dell’Ordine è la tutela della salute dei Cittadini ed in tale ambito è preposto ad agire. Tutela non esercitata per via diretta, come nel caso del medico operante sul territorio o nelle aziende sanitarie, ma per via mediata, attraverso la tutela della professione sanitaria: la tutela della salute del cittadino si realizza nell’atto stesso del medico se questi opera con competenza e correttezza professionale. Gli strumenti a disposizione dell’Ordine per esercitare tale tutela sono due: il codice deontologico e la formazione. Sulla formazione merita soffermarsi. In primo luogo per dire che è assolutamente logico che lo Stato abbia assegnato agli Ordini, nonostante il malumore degli stessi, il controllo degli ECM, concettualmente garanzia dell’aggiornamento del medico. In secondo luogo per dichiarare l’impegno rilevante per la formazione profuso dal nostro Ordine. attestato non solo dai numerosi corsi erogati gratuitamente ma anche dalle frequenti richieste di partecipazione da iscritti di altri Ordini. Sovente, nell’apprendere che i corsi sono riservati ai nostri iscritti, il loro commento è: “perché il nostro Ordine non offre corsi come fate voi?”.
“Ho letto in questi giorni – prosegue Balestrino – la relazione morale del presidente di un altro Ordine, orgoglioso di annunciare la realizzazione di una struttura per la formazione. Bene, tutto questo piano al quale siamo è interamente destinato alla formazione, e gli uffici sono al piano superiore. Il programma formativo, incrementato per il 2026, è dichiarato tra gli obiettivi strategici del nostro PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione). Piano che oltre a contenere il PTPCT (Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza) contempla due ulteriori sezioni: gli ‘obiettivi strategici’ appunto e il fabbisogno del personale. Gli Ordini professionali erano stati inseriti tra gli enti obbligati a redigere il PIAO, come gli enti pubblici, quali artefici anch’essi di valore sociale, ossia del miglioramento del benessere della collettività legato agli atti ed alle politiche della Pubblica Amministrazione. Avendo i nostri rappresentanti nazionali obiettato che gli Ordini non sono enti pubblici in senso stretto, dal momento che non ricevono sovvenzioni dallo Stato e dispongono delle sole risorse derivanti dalle quote di iscrizioni, gli Ordini sono stati esentati dall’obbligo di redigere il PIAO. Ci siamo auto-esclusi dal ruolo di artefici del valore sociale, ma poco tempo dopo gli stessi Vertici hanno protestato per l’eslcusione degli Ordini dal tavolo dove si programma il futuro della Sanità. Anche se non più vincolati all’obbligo, noi abbiamo redatto il PIAO 2025-2027 e lo trovate pubblicato sul nostro portale della Trasparenza. In conclusione, Il bilancio preventivo 2026 presentato oggi è stato redatto sulla base degli obiettivi strategici, e mi pare incontestabile il comportamento etico”.
“Infine una necessaria riflessione sulle risorse umane: l’organico da alcuni mesi si è ridotto da 4 a 3 unità. Ciò malgrado le segretarie hanno garantito l’espletamento di tutti i servizi. La situazione è sostenibile solo in breve prospettiva, mediante il ricorso allo straordinario, ma non in ottica di mandato quadriennale né tantomeno di lungo periodo: essendo solo una delle segretarie molto giovane, è doveroso tenere conto dei futuri pensionamenti e preparare, con visione lungimirante e non circoscritta al presente mandato, le competenze e le risorse per chi verrà dopo’
La dottoressa Rossi sospende momentaneamente il dibattito cogliendo agitazione in sala per il malore di un collega venuto da Torino nonostante condizioni precarie di salute, per l’atteso riconoscimento dei 50 anni di Laurea. Commuove la figura di questo medico che mostra attaccamento e rispetto per l’Ordine, in qualche modo è emblema dell’orgoglio di essere fautori effettivi del bene comune.
Non essendoci altre richieste d’intervento si vota l’approvazione del Bilancio di Previsione (registrando 1 voto contrario). L’approvazione del bilancio di previsione permetterà all’Ente di non deliberare l’ esercizio provvisorio limitando le spese ad un dodicesimo degli stanziamenti previsti nell’ultimo bilancio deliberato ma potendo disporre già da inizio anno delle proprie risorse .
Si procede quindi alla consegna della medaglia a tutti i presenti che hanno raggiunto i 50 anni dalla Laurea. Tra questi alcuni sono rappresentati da congiunti essendo ahimè scomparsi…e la platea torna a commuoversi quando Arianna, 9 anni, scoppia in lacrime invitata a ricevere la medaglia del nonno che non c’è più.