Il miglioramento dei conti ha un effetto diretto sulla “cassaforte” dell’Ente: il patrimonio complessivo si avvicina infatti alla soglia dei 30 miliardi di euro a valori di mercato, rafforzando il ruolo del fondo come attore di lungo periodo nella previdenza dei camici bianchi.
Il ruolo degli investimenti
A trainare il risultato è stata soprattutto la gestione patrimoniale, che per il 2025 dovrebbe chiudere con un avanzo di almeno 732 milioni di euro. In pratica, i rendimenti degli investimenti hanno più che compensato la distanza fra contributi incassati e prestazioni pensionistiche erogate.
Il presidente Alberto Oliveti ha ricordato che l’Enpam ha suddiviso da tempo il proprio patrimonio in due grandi portafogli:
- uno con profilo di rischio molto contenuto, orientato a garantire nel tempo il pagamento delle pensioni;
- uno con maggiore vocazione alla performance, pensato per ottenere rendimenti aggiuntivi entro limiti di rischio ritenuti sostenibili.
Secondo Oliveti, questa strategia consente di affrontare una fase in cui il peso delle uscite previdenziali rimane elevato, mantenendo al contempo un equilibrio fra sicurezza, rendimento e orizzonte temporale.
Il quadro per il 2026
Contestualmente, l’Assemblea ha dato il via libera anche al bilancio di previsione 2026, anch’esso votato all’unanimità. Per il prossimo anno viene stimato un disavanzo di circa 430 milioni di euro, calcolato con criteri di particolare prudenza e tenendo conto del picco di pensionamenti che caratterizza l’attuale fase demografica.
Per il 2026 si prevede infatti:
- una spesa per pensioni e assistenza pari a circa 4,7 miliardi di euro,
- a fronte di entrate contributive stimate in 3,7 miliardi di euro.
Il saldo previdenziale “puro” sarebbe quindi negativo per circa 1 miliardo di euro. A ridurre questa forbice interverranno, ancora una volta, i rendimenti del patrimonio, che dovrebbero contenere il disavanzo complessivo intorno ai 430 milioni.
Cosa significa per gli iscritti
Per medici e odontoiatri, i numeri approvati dall’Enpam raccontano una situazione complessa ma sotto controllo:
- la spesa per le pensioni cresce e continuerà a farlo nei prossimi anni,
- i contributi versati non sono sufficienti da soli a coprire l’intero fabbisogno,
- la gestione degli investimenti assume quindi un ruolo decisivo per sostenere la tenuta del sistema.
La combinazione di avanzo 2025, patrimonio vicino ai 30 miliardi e previsione prudenziale per il 2026 viene presentata dall’Enpam come la conferma di una strategia improntata al lungo periodo: usare in modo mirato i rendimenti del patrimonio per accompagnare la “gobba” previdenziale, senza compromettere la capacità dell’Ente di garantire prestazioni anche alle generazioni future di medici e odontoiatri.