L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione formativa e di confronto per i componenti della Commissione e per i professionisti presenti, con l’obiettivo di approfondire i principali profili procedurali e le responsabilità connesse all’esercizio della funzione disciplinare degli Ordini professionali, funzione che costituisce uno degli strumenti fondamentali attraverso cui l’Ordine tutela il corretto esercizio della professione e la fiducia dei cittadini.
La relazione è stata tenuta dall’Avv. Rosalisa Lancia, professionista esperta in materia di libere professioni e sistema ordinistico della società di formazione Legislazione Tecnica, che ha guidato i partecipanti nell’analisi delle diverse fasi del procedimento disciplinare: dalla segnalazione e dalle verifiche preliminari fino alle successive fasi di istruttoria, decisione e impugnazione, con particolare attenzione ai profili di garanzia procedimentale, trasparenza e tutela dei dati personali.
Durante l’incontro sono state proposte esemplificazioni operative e casi concreti, utili a mettere in luce le principali criticità che possono emergere nella gestione dei procedimenti disciplinari e a favorire una riflessione condivisa sulle modalità più corrette di esercizio della funzione disciplinare.
Il confronto con i partecipanti ha consentito inoltre di approfondire il delicato equilibrio tra la funzione giudicante dell’organo disciplinare e la funzione di ordinata gestione e tutela della comunità professionale, che gli Ordini sono chiamati a garantire nel rispetto dei principi di imparzialità, proporzionalità e correttezza procedurale.
È stato inoltre sottolineato come l’azione disciplinare rappresenti uno strumento di garanzia per la collettività e per la stessa professione, finalizzato ad assicurare il rispetto dei principi etici e delle regole che presidiano l’esercizio della professione medica.
In questo contesto, particolare rilievo è stato attribuito al Codice di Deontologia Medica, richiamato come primo riferimento per l’attività professionale. La conoscenza e la corretta applicazione delle norme deontologiche costituiscono infatti non solo un orientamento per il comportamento del professionista, ma anche un importante presidio preventivo, capace di ridurre il rischio di contenziosi e di procedimenti disciplinari.
Promuovere la diffusione e la comprensione dei principi deontologici significa quindi rafforzare una cultura della responsabilità e dell’etica professionale, elemento essenziale per la qualità dell’esercizio medico e per il ruolo di garanzia affidato agli Ordini professionali.