Il ventuno maggio duemilaventisei si sono tenuti a Roma gli Stati Generali della Radioterapia Oncologica, incontro strategico per consolidare il posizionamento della disciplina nei percorsi terapeutici e analizzare le criticità del sistema sanitario (Stati Generali 2026). L’evento ha delineato la necessità di considerare la radioterapia non come un trattamento ancillare, ma come un pilastro paritetico rispetto alla chirurgia e alla farmacologia (Livi 2026). Le evidenze confermano che circa la metà dei pazienti oncologici necessita di un trattamento radioterapico nel corso della malattia, con finalità curativa e non meramente palliativa, rendendo indispensabile un approccio multidisciplinare (Livi 2026).

Nonostante la solida validazione scientifica, il settore affronta sfide strutturali rilevanti, prime fra tutte la carenza di vocazioni e un inadeguato assetto normativo per l’integrazione con i farmaci innovativi (Cappellacci 2026). Il dibattito ha evidenziato l’urgenza di colmare il vuoto regolatorio che limita la possibilità di prevedere tempestivamente, nelle schede tecniche, le associazioni sinergiche tra radioterapia, immunoterapia e radioligandi (Livi 2026). Questa lacuna genera disomogeneità nell’offerta terapeutica sul territorio nazionale, compromettendo il principio di equità nell’accesso alle cure avanzate e ritardando la standardizzazione clinica (Cappellacci 2026).

Il professor Stefano Pergolizzi, presidente dell’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica, ha sottolineato come la disciplina rappresenti un fondamento dell’oncologia clinica, richiamando l’attenzione sulla necessità di superare il volontarismo organizzativo che sostiene le reti (Pergolizzi 2026). L’efficacia operativa dei gruppi oncologici multidisciplinari dipende dalla disponibilità di risorse finanziarie adeguate e dalla definizione di dotazioni organiche calcolate sulla base della complessità clinica, superando il paradigma basato sul mero volume delle prestazioni (Pergolizzi 2026). Il presidente ha esortato la comunità scientifica a misurare in modo sistematico gli esiti clinici derivanti dalle decisioni prese in ambito multidisciplinare (Pergolizzi 2026).

La misurabilità oggettiva dei percorsi terapeutici è emersa quale condizione per il miglioramento delle cure. La dottoressa Annamaria Merlotti, direttrice della radioterapia presso l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo e relatrice invitata per le sue elevate competenze territoriali, ha fornito un contributo analitico sull’operatività delle reti oncologiche regionali (Merlotti 2026). Nel suo intervento ha evidenziato l’inadeguatezza degli attuali indicatori istituzionali, basati quasi esclusivamente sull’accessibilità geografica o sul censimento quantitativo delle apparecchiature tecnologiche (Merlotti 2026). Ha proposto l’adozione di metriche focalizzate sull’accesso reale del paziente, suggerendo di quantificare i casi discussi in consessi multidisciplinari con la presenza del radio-oncologo (Merlotti 2026).

La dottoressa Merlotti ha rimarcato l’urgenza di inserire indicatori specifici di qualità strutturale all’interno del Programma Nazionale Esiti, unica strategia valida per conferire loro cogenza nei confronti delle direzioni aziendali (Merlotti 2026). Ha inoltre illustrato la necessità di garantire l’accesso uniforme a tecniche speciali avanzate, menzionando la brachiterapia integrata alla radioterapia a fasci esterni, che in selezionate patologie dimostra risultati di sopravvivenza sovrapponibili a quelli ottenuti mediante l’aggiunta di costosi farmaci innovativi (Merlotti 2026). Affinché le reti risultino funzionali, è indispensabile garantire l’interoperabilità dei sistemi informatici per consentire la condivisione delle immagini diagnostiche tra strutture regionali (Merlotti 2026).

Dal punto di vista valutativo, l’integrazione di indicatori epidemiologici nei sistemi di garanzia rappresenta lo strumento primario per accelerare la transizione delle evidenze nella pratica (Cicchetti 2026). Il coordinamento tra clinici e istituzioni certifica il valore della radioterapia (Fortino 2026). È richiesta un’evoluzione dei sistemi informatici di tracciabilità per le prestazioni ambulatoriali, mediante l’introduzione di pacchetti che includano sistematicamente il dato diagnostico originario, tracciando così l’intero percorso clinico (Fortino 2026).

 

Referenti 

  • On. Ugo Cappellacci ricopre l’incarico di Presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei Deputati, istituzione che ha ospitato l’evento. 
  • Il professor Stefano Pergolizzi ricopre la carica di Presidente dell’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica, l’ente scientifico promotore dell’iniziativa. 
  • La dottoressa Annamaria Merlotti è la direttrice della radioterapia presso l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, invitata come relatrice esperta per condividere i risultati e i modelli operativi sviluppati sul nostro territorio
  • Il Dott. Fortino è il direttore dell’unità operativa complessa di AGENAS che si occupa proprio del monitoraggio dei LEA
  • Il prof. Americo Cicchetti ha ricoperto in passato il ruolo di direttore generale prima al Ministero e poi in AGENAS