A seguito del corso svolto il 18 aprile all’Ordine dei Medici di Cuneo, guidato dal dottor Gian Paolo Damilano, questo Notiziario presenta gli articoli delle relatrici sulle reazioni avverse ai farmaci (ADR) oro-maxillo-facciali, ambito a grave sotto-segnalazione. Nel primo articolo viene analizzata l’importanza della farmacovigilanza attiva. La politerapia geriatrica aumenta i rischi di tossicità locale, imponendo di intercettare subito segni subdoli come xerostomia e reazioni lichenoidi, spesso associate a molecole di uso comune (Campisi 2026). Il secondo studio affronta le discromie dentali e l’osteonecrosi mascellare farmaco-relata (MRONJ). Si chiarisce l’elevato rischio cumulativo degli agenti antiriassorbitivi e l’impatto patogeno primario dei cofattori infiammatori locali, come le diffuse infezioni parodontali (Coppini 2026).
Farmacovigilanza in odontoiatria e ADR orali
Il farmaco “non c’entra”? In bocca spesso sì: il buco nero della farmacovigilanza che si vede dalla poltrona
Prof.ssa Giuseppina Campisi – Università degli Studi di Palermo, Palermo, Italia
Le reazioni avverse a farmaci (ADR) con manifestazioni nel cavo orale costituiscono un’area ancora sottoriconosciuta in odontoiatria e medicina orale, con impatto diretto su sicurezza del paziente, appropriatezza clinica e qualità del dato di farmacovigilanza. Un progetto condotto in collaborazione con AIFA e attivato in alcune Regioni ha mostrato, nel triennio 2019-2021, una segnalazione spontanea globalmente bassa delle ADR odonto-stomatologiche, con scarto evidente tra casi attesi e casi notificati. L’eccezione quantitativa è stata rappresentata dalle segnalazioni correlate ai vaccini anti-COVID, a conferma di quanto l’attenzione “di sistema” condizioni il reporting.
L’epidemiologia rende il tema prioritario: in 2021 una quota rilevante di anziani risultava in politerapia (≥5 principi attivi/die, con una frazione non trascurabile ≥10), aumentando interazioni, variabilità farmacocinetica/farmacodinamica e suscettibilità individuale; inoltre il cosiddetto “paradosso donna” (maggiore aspettativa di vita ma più anni vissuti con cronicità) si traduce in maggiore esposizione farmacologica. Coerentemente, una pubblicazione 2024 riportava circa il 60% delle segnalazioni di ADR riferite a pazienti di sesso femminile.
In studio, molte ADR non si presentano come “allergie classiche” ma come quadri subdoli: iposcialia/xerostomia con candidosi e incremento di carie cervicali, bruciore orale, ulcerazioni simil-aftosiche, iperplasia gengivale (anticonvulsivanti, calcio-antagonisti, immunomodulatori), pigmentazioni esogene, fino a reazioni immuno-mediate (angioedema, eritema multiforme, eritema fisso). Particolare attenzione meritano le reazioni lichenoidi farmaco-indotte, clinicamente sovrapponibili a lichen planus o forme da contatto e considerate lesioni potenzialmente maligne: possono essere associate anche a molecole “non intuitive” e di larghissimo impiego (statine, ipoglicemizzanti orali, FANS, beta-bloccanti, ACE-inibitori). La valutazione richiede integrazione tra semeiotica orale e anamnesi farmacologica strutturata, con criteri di plausibilità (temporalità, de-challenge) e diagnosi differenziale; il re-challenge non è pratica routinaria. Nei pazienti oncologici, oggi spesso cronici, target therapy e immunoterapia possono indurre mucositi/ulcerazioni e quadri lichenoidi con ricadute sull’aderenza e sulla continuità delle cure.
La segnalazione non richiede certezza del nesso: per AIFA ADR è qualunque effetto nocivo e non voluto da medicinale, includendo errori terapeutici, off-label, abuso e sovradosaggio. È dovere deontologico (art. 13) e obbligo normativo: il Decreto Interministeriale 2015, art. 22 richiama strutture e operatori alla notifica tempestiva. Operativamente, strumenti digitali (atlante iconografico, sinossi, test, FAD ECM) e canali di second opinion con risposta entro 72 ore possono ridurre l’under-reporting; altrettanto centrale è la documentazione pre-operatoria: la gestione di antiaggreganti/anticoagulanti e rimodulazioni terapeutiche compete al prescrittore, mentre l’odontoiatra deve formalizzare richiesta e scambio informativo, tutelando paziente e tracciabilità.
Take home message
1. Sospettare ADR orali anche oltre le “allergie”: conta il danno inatteso, non la certezza causale.
2.Politerapia, età avanzata e sesso femminile aumentano rischio e complessità diagnostica.
3. Xerostomia/iposcialia, bruciore, candidosi, ulcere e reazioni lichenoidi richiedono anamnesi farmacologica strutturata (anche terapie pregresse).
4. Segnalare anche eventi non gravi: è obbligatorio (D.I. 2015, art. 22) e migliora la sicurezza a livello di sistema.
5. Nessuna sospensione autonoma di terapie sistemiche: collaborazione formale con MMG/specialisti e documentazione in cartella.
Discromie dentali e MRONJ da farmaci a rischio
Quando l’osso “non guarisce” e il dente cambia colore: segnali farmacologici che l’ambulatorio non può banalizzare
Dott.ssa Martina Coppini – Università degli Studi di Palermo
Nel capitolo delle reazioni avverse farmacologiche del cavo orale, due eventi richiedono un’attenzione strutturata da parte di medici e odontoiatri: le discromie dentali e la medication-related osteonecrosis of the jaw (MRONJ). Le prime sono spesso intercettabili e gestibili, ma possono orientare l’anamnesi terapeutica; la seconda è meno frequente, tuttavia ad alto impatto funzionale, prognostico e medico-legale, imponendo integrazione reale tra prescrittore, odontoiatra e territorialità.
Le discromie si distinguono in estrinseche e intrinseche. Le estrinseche sono pigmentazioni superficiali dello smalto, in genere reversibili con igiene professionale e correzione delle abitudini; tra i fattori favorenti ricorrono nicotina e antisettici topici (collutori alla clorexidina), oltre a preparati con sali di ferro o cloruro stannoso e alcune terapie antibiotiche/antibatteriche orali (es. amoxicillina, doxiciclina, metronidazolo) con possibili colorazioni superficiali. Le intrinseche derivano da incorporazione di pigmenti durante l’odontogenesi o da condizioni sistemiche e non sono eliminabili con la sola detersione: il prototipo è l’esposizione a tetracicline in gravidanza o nelle prime fasi di vita; alcune tonalità suggeriscono diagnosi differenziali sistemiche (rosa nelle porfirie, grigio-bruno nell’eritroblastosi fetale, giallo-bruno nella fluorosi). Anche fluorochinoloni (es. ciprofloxacina) sono citati in contesti selezionati.
La MRONJ è definita come necrosi progressiva dell’osso mandibolare e/o mascellare in soggetti esposti a farmaci a rischio (antiriassorbitivi e antiangiogenetici), in assenza di radioterapia del distretto testa-collo. Il rischio è dose-, frequenza- e durata-dipendente e va ragionato in termini di dose cumulativa, particolarmente per i bifosfonati per la loro persistenza scheletrica (con possibili effetti a lungo termine anche dopo sospensione). Il profilo di rischio è “dinamico”: oltre ai pazienti oncologici con metastasi ossee/mieloma (alte dosi) e ai pazienti osteoporotici (basse dosi, rischio individuale spesso <1%), esiste una categoria borderline di pazienti oncologici senza metastasi ossee trattati a basse dosi per prevenzione/trattamento della perdita di densità ossea; tali pazienti possono migrare successivamente a regimi ad alte dosi con incremento sostanziale del rischio complessivo.
Sul piano clinico, l’assenza di osso esposto non esclude MRONJ: possibili presentazioni includono ascessi odontogeni, fistole intra/extraorali, tumefazioni, sequestri spontanei, dolore variabile. È cruciale integrare anamnesi farmacologica documentata, valutazione clinica e imaging: l’ortopantomografia è un primo livello, ma la TC è spesso determinante per conferma e stadiazione (sclerosi midollare focale, erosioni corticali, alterazioni osteolitiche e trabecolari). La stadiazione italiana distingue forme focali (processo dento-alveolare), diffuse (coinvolgimento del processo basale) e complicate (fratture patologiche e/o estensione a seno mascellare/zigomo/palato, fistole extraorali).
Un punto che modifica la pratica è la lettura dei “trigger” locali: oggi parodontite, perimplantite e microtraumi (protesi incongrue, decubiti su mucosa sottile o su esostosi) risultano spesso determinanti più dell’estrazione in sé; non di rado l’avulsione rende manifesta una necrosi già presente. Ne deriva una prevenzione primaria continua (prima/durante/dopo terapia), con follow-up programmato (orientativamente ogni 4 mesi nelle alte dosi e ogni 6 mesi nelle basse dosi, modulando in base a parodontite/perimplantite e mucositi). Le procedure non invasive sono generalmente da privilegiare; quelle invasive solo se indispensabili per focolai non controllabili. Ogni eventuale sospensione/riprogrammazione del farmaco non è mai “autonoma” e deve essere concordata e tracciata con il prescrittore. In riabilitazione, l’implantologia è controindicata nei pazienti oncologici ad alte dosi; nelle basse dosi va valutata caso per caso con consenso informato specifico, considerando che anche le alternative protesiche possono aumentare i microtraumi.
Infine, un alert diagnostico: nei quadri clinico-radiologici incongrui o con evoluzione atipica, la diagnosi differenziale deve includere sempre il carcinoma orale squamocellulare; in tali scenari la biopsia ossea/mucosa non va procrastinata, per evitare ritardi oncologici.
Take home message
1. Discromie: distinguere estrinseche (spesso reversibili) e intrinseche (odontogenesi/condizioni sistemiche, es. tetracicline).
2. MRONJ: rischio dose-, durata- e dose cumulativa-dipendente; profilo “dinamico” con pazienti borderline che possono migrare ad alte dosi.
3. MRONJ può essere non esposta: anamnesi farmacologica documentata + clinica + TC spesso indispensabile per diagnosi/stadiazione.
4. Driver locali principali: infezione parodontale/peri-implantare e microtraumi protesici più che l’estrazione in sé; prevenzione e follow-up regolari (≈4 mesi alte dosi; ≈6 mesi basse dosi).
5. Se il quadro non torna, includere carcinoma orale squamocellulare e considerare biopsia; ogni modifica della terapia sistemica va condivisa con il prescrittore.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.