A cura di:
MAGNINO Dr Corrado Dirigente Medico di Medicina Interna
ASO S. Croce e Carle, Cuneo
RUSSI Dr  Elvio Commissione Algoretica e IA in medicina OMCEO CN

Negli ultimi cinque anni l’intelligenza artificiale (IA) ha lasciato i confini dei laboratori informatici per entrare, spesso in maniera silenziosa, nella pratica clinica quotidiana. Non si tratta più di un tema da convegni o di prospettive lontane: molti strumenti che i medici utilizzano ogni giorno integrano già componenti algoritmiche in grado di supportare diagnosi, refertazione e decisioni cliniche. Questa trasformazione, che potremmo definire di “IA incorporata (embedded AI)”, riguarda non solo la radiologia – tradizionale terreno di sviluppo – ma sempre più frequentemente la cardiologia, l’endoscopia e la medicina interna (1,2).

Allo stesso tempo stanno emergendo nuove categorie di applicazioni che puntano a ridurre il carico burocratico e a migliorare la relazione medico-paziente: strumenti di ambient scribing che trascrivono e strutturano automaticamente i colloqui clinici (3), assistenti digitali che sintetizzano la letteratura scientifica (Clinical Knowledge Engines), fino ad arrivare a veri e propri “taccuini digitali” personalizzabili (Personal Knowledge Engines) in grado di rielaborare le linee guida o gli articoli caricati dal singolo professionista (4,5).

Per i medici di famiglia e ospedalieri della provincia di Cuneo – così come per molte realtà territoriali italiane – questi strumenti rappresentano una duplice sfida. Da un lato l’opportunità di ridurre i tempi dedicati a compiti ripetitivi e burocratici, dall’altro il rischio di delegare a sistemi opachi decisioni cliniche complesse, con problemi di responsabilità professionale e di protezione dei dati (6). Il dibattito non è quindi astratto, ma tocca da vicino la pratica quotidiana: basti pensare ai nuovi ecografi dotati di funzioni di guida automatica, già presenti in alcuni reparti cuneesi, o ai software di endoscopia che evidenziano lesioni sospette in tempo reale (2).

In questo articolo proveremo a fare chiarezza sulle applicazioni oggi realmente disponibili, evidenziando i vantaggi, i limiti e le possibili ricadute sulla medicina territoriale e ospedaliera locale.

Applicazioni pratiche di IA in medicina

  1. Embedded AI: l’intelligenza nei dispositivi
    Con embedded AIsi indicano gli algoritmi già integrati all’interno di dispositivi diagnostici o terapeutici. Un esempio classico è rappresentato dalla radiologia: le principali aziende produttrici di TAC e risonanze magnetiche includono ormai sistemi di riconoscimento automatico delle immagini, capaci di migliorare la qualità del segnale, ridurre il rumore o proporre referti preliminari (1,2).Analoghe funzioni sono state introdotte nei moderni ecografi cardiologici, che aiutano a posizionare correttamente la sonda, a calcolare volumi ventricolari e a standardizzare le misurazioni. In endoscopia, modelli già installati in alcuni ospedali piemontesi evidenziano automaticamente aree sospette durante l’esame, migliorando la sensibilità dell’operatore e riducendo la variabilità inter-osservatore (2).
    L’utilità clinica di questi strumenti è immediata: supportano il medico senza sostituirlo, riducono gli errori e aumentano la standardizzazione. Tuttavia, pongono anche interrogativi di natura medico-legale: chi risponde se un algoritmo non segnala una lesione che il medico non vede (6)?

  1. Ambient Scribing: il colloquio che si scrive da solo
    Un’altra applicazione promettente è l’ambient scribing: sistemi che, attraverso microfoni e modelli linguistici avanzati, trascrivono in tempo reale la conversazione medico-paziente e la rielaborano in forma strutturata, compilando automaticamente anamnesi, esame obiettivo e talvolta anche la bozza del referto (3).Negli Stati Uniti queste tecnologie sono in rapida diffusione e diversi studi hanno mostrato come possano migliorare la qualità della relazione, liberando il medico dall’obbligo di digitare continuamente al computer (3,7). In Italia siamo ancora agli inizi: le principali applicazioni non sono integrate con le cartelle cliniche ospedaliere e trovano un uso limitato in ambito ambulatoriale privato.
    Tuttavia, la prospettiva è interessante anche per la realtà cuneese, dove la carenza di tempo nelle visite e l’eccesso di incombenze burocratiche sono spesso citati dai colleghi come cause di frustrazione e di burnout.

  1. Clinical Knowledge Engines: orientarsi nella letteratura
    Uno dei problemi maggiori per il medico contemporaneo è la mole di letteratura disponibile: PubMed indicizza ogni anno un numero enorme di nuovi articoli, nell’ordine dei milioni. È materialmente impossibile per un professionista restare aggiornato senza strumenti di sintesi (4).I Clinical Knowledge Engines nascono con l’obiettivo di sfruttare i Large Language Models per facilitare la navigazione tra linee guida, revisioni sistematiche e articoli originali. Applicazioni come Tonic, Open Evidence o Clinical AI promettono di fornire risposte rapide, corredate da riferimenti bibliografici, a domande cliniche specifiche (5).Dietro queste piattaforme, tuttavia, non si nasconde una “nuova intelligenza medica”, ma piuttosto un sapiente utilizzo di prompting di sistema (system prompting): i modelli di linguaggio (ad esempio GPT-4 o GPT-5) vengono istruiti a comportarsi come se fossero assistenti clinici, fornendo risposte strutturate e corredate da citazioni (7). È importante saperlo per non sopravvalutare le loro capacità e per mantenere sempre un atteggiamento critico.

  1. Personal Knowledge Engines: la conoscenza su misura
    L’ultima frontiera è rappresentata dai cosiddetti Personal Knowledge Engines. Tra questi spicca NotebookLM (Google), che permette di caricare decine di documenti personali (con limiti che possono variare in base a servizio e piano) (linee guida, articoli, appunti, presentazioni) e di interrogarli come se si dialogasse con un collega. Le risposte sono sempre corredate dai riferimenti presenti nei documenti caricati, riducendo il rischio di errori o “allucinazioni” tipiche dei modelli generalisti (4).Le potenzialità per la formazione continua sono enormi: preparare una relazione partendo da decine di articoli, sintetizzare in pochi minuti un capitolo di manuale, generare mappe concettuali o quiz di autovalutazione. Anche per i medici di famiglia della provincia di Cuneo, che spesso non hanno accesso immediato a grandi banche dati istituzionali, strumenti di questo tipo possono rappresentare un alleato prezioso. 
Box 1 – Tre esempi applicativi

  • Radiologia: algoritmi embedded che riducono il rumore delle immagini TAC.
  • Endoscopia: sistemi che evidenziano in tempo reale lesioni sospette.
  • Medicina generale: app di scribing che redigono automaticamente il referto anamnestico.

    Tabella. Applicazioni di IA in medicina: esempi, vantaggi e limiti

    Strumento Esempi pratici Gratis / A pagamento Vantaggi principali Limiti e criticità
    Embedded AI (algoritmi integrati nei dispositivi diagnostici) – Ecografi con guida automatica alla sonda- Endoscopi con evidenziazione di lesioni (già in uso anche a Cuneo)- TAC/RM con riduzione rumore immagine Inclusi nei dispositivi (costo incorporato, non scaricabile) – Supporto immediato al medico- Standardizzazione delle misure- Riduzione errori e tempi – Costi elevati dei macchinari- Scarsa trasparenza sugli algoritmi- Dilemma responsabilità medico-legale
    Ambient Scribing (trascrizione automatica colloquio medico-paziente) – Nuance Dragon Ambient eXperience (DAX)- Soluzioni sperimentali basate su LLM Perlopiù a pagamento (abbonamenti mensili; demo limitate) – Riduce il carico burocratico- Migliora relazione medico-paziente- Maggiore empatia percepita – Scarsa integrazione con cartelle cliniche italiane- Rischi privacy/GDPR- Uso attuale confinato a contesti privati
    Clinical Knowledge Engines (assistenti per la letteratura) – Tonic (calcolatori + assistente IA)- Open Evidence (ricerca integrata con JAMA, NEJM)- Clinical AI (integrazione con Elsevier) Generalmente a pagamento (con prova gratuita o versioni limitate) – Sintesi rapida letteratura- Risposte con citazioni- Aggiornamento continuo – Basati su modelli generalisti (GPT, ecc.)- Possibili bias o errori- Opacità su dataset e contratti editoriali
    Personal Knowledge Engines (IA su documenti propri) – NotebookLM (Google)- Copilot/ChatGPT con upload documenti NotebookLM: {gratuito fino a 50 documenti, versioni premium a pagamento} –> versione gratuita con limiti di upload (variabili), versioni a pagamento Copilot/ChatGPT: free/premium – Personalizzazione su documenti caricati- Generazione mappe, quiz, sintesi- Riduzione “allucinazioni” perché limitato alle fonti caricate – {Limite di 50 fonti nella versione gratuita} –> Limiti di fonti/upload nella versione gratuita (variabili) Dipendenza da piattaforme cloud- Pensato per uso individuale più che istituzionale

     

    Discussione critica


    L’adozione di strumenti di IA in medicina apre scenari affascinanti ma complessi. Dal punto di vista metodologico, il problema principale è la trasparenza: la maggior parte dei sistemi commerciali non rende pubblici i dataset utilizzati per l’addestramento né i criteri di validazione. Questo rende difficile valutare l’accuratezza clinica e i potenziali bias (6,7).

    Dal punto di vista organizzativo, l’integrazione con i sistemi informativi ospedalieri è ancora limitata. Applicazioni come l’ambient scribing potrebbero realmente ridurre il tempo dedicato alla burocrazia, ma senza un’integrazione nativa con le cartelle cliniche il loro utilizzo resta marginale (3).

    C’è poi il tema della responsabilità medico-legale. In Italia, la normativa attuale (Regolamento UE 2017/745 sui dispositivi medici, AI Act 2024/1689) stabilisce che la decisione clinica finale rimane sempre responsabilità del professionista. Ciò implica la necessità di formazione continua per comprendere i limiti degli strumenti e utilizzarli in modo appropriato (6).

    Un ulteriore punto critico riguarda la privacy: l’uso di sistemi basati su cloud richiede garanzie di conformità al GDPR, soprattutto quando vengono trattati dati sensibili (4).

    Dal punto di vista prospettico, è probabile che nei prossimi anni vedremo una progressiva diffusione di Clinical e Personal Knowledge Engines anche in Italia, specie se saranno promossi da istituzioni pubbliche (università, IRCCS, ordini professionali). Per la provincia di Cuneo, dove la rete ospedaliera e territoriale è caratterizzata da forti collaborazioni interprofessionali, queste tecnologie potrebbero rappresentare un volano per la formazione condivisa e per la standardizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.

    Infine, non va dimenticato l’aspetto umano. Diversi studi suggeriscono che liberare il medico da compiti burocratici può aumentare la qualità della relazione e l’empatia percepita dal paziente (3,7). In un contesto in cui la fiducia reciproca è spesso minata da tempi di visita ridotti e da incombenze amministrative, questo elemento rappresenta forse il beneficio più rilevante.

         Glossario (termini informatici e meno diffusi)

        Termine Significato operativo Perché interessa al medico
        Addestramento (training) Fase in cui il modello “impara” dai dati Errori qui si propagano in produzione
        Algoritmo Procedura/insieme di regole che produce un risultato Non “capisce”: applica regole apprese o progettate
        Allucinazioni Risposte plausibili ma false/non supportate Rischio clinico se non si verificano fonti e contesto
        API “Porte” software per collegare applicazioni Condizione tecnica per integrare scribing e EHR (cartella clinica elettronica)
        Audit trail (tracciabilità) Registro di chi ha fatto cosa e quando Utile per qualità, sicurezza e medico-legale
        Bias Distorsione sistematica (dati o modello) Rischio di disparità (età, sesso, etnia, setting)
        Black box (opacità-oscuro) Modello difficile da interpretare nelle decisioni interne Problema per audit clinico e contenzioso
        Cloud Dati/elaborazione su server esterni Impatta GDPR, data residency, sicurezza contrattuale
        Dataset Insieme di dati usati per addestrare/validare Se sbilanciato bias e scarsa generalizzabilità
        De-identificazione / pseudonimizzazione Riduzione dei riferimenti diretti al paziente Non equivale sempre ad anonimizzazione (profilo GDPR)
        Deep learning Sottoclasse del ML basata su reti neurali profonde Spesso alta performance, bassa spiegabilità
        Edge computing Elaborazione “in locale” sul dispositivo Spesso meglio per latenza e privacy rispetto al cloud
        IA incorporata

        (embedded AI)

        Algoritmi “dentro” dispositivi/strumenti (ecografi, TAC, endoscopi) Impatta flusso di lavoro, standardizzazione e responsabilità
        Inferenza Uso del modello già addestrato su nuovi casi È la fase che “tocca” il paziente (di fatto)
        Interoperabilità Capacità di scambiare dati tra sistemi Critica per integrazione con cartella clinica
        Interpretabilità / explainability Tecniche per rendere comprensibile il perché di un output Aiuta a fidarsi “con criterio”, non per autorità
        LLM 

        (Large Language Model)

        Modello linguistico di grandi dimensioni Utile per sintesi/bozze, non per “verità clinica”
        Machine learning Metodi che apprendono da esempi (dati) Prestazioni dipendono da qualità e rappresentatività dei dati
        Modello di fondazione

        (Generalist foundation models)

        Modello generalista riusabile per molti compiti Potente ma può “inventare” se non vincolato a fonti
        Prompt Istruzione testuale al modello Determina formato, tono, cautele, citazioni
        Prompting di sistema (system prompting) Regole “di base” che vincolano comportamento/output Spiega perché piattaforme diverse danno risposte diverse
        Rete neurale Modello matematico ispirato ai neuroni, addestrato su dati È il “motore” di molte IA per immagini e linguaggio
        Validazione Test su dati separati per stimare accuratezza Serve per capire se funziona “fuori campione”

        Take Home Messages

          • L’intelligenza artificiale è già presente nei dispositivi medici e negli ospedali italiani.
          • Applicazioni come l’ambient scribing potrebbero ridurre il carico burocratico, ma richiedono integrazione con le cartelle cliniche.
          • Clinical e Personal Knowledge Engines offrono nuove modalità di aggiornamento scientifico e studio personalizzato.
          • Restano aperti i nodi della trasparenza, della responsabilità professionale e della protezione dei dati.
          • Per la provincia di Cuneo, queste tecnologie possono diventare strumenti di supporto concreto alla pratica quotidiana, se accompagnate da formazione critica e consapevole.

        Bibliografia

        1. Topol EJ. High-performance medicine: the convergence of human and artificial intelligence. Nat Med. 2019;25(1):44-56.
        2. Rizzo S, Manganaro L, Torri E, et al. Artificial intelligence in radiology: clinical applications and future perspectives. Radiol Med. 2023;128(4):497-508.
        3. Steinhubl SR, Wolff-Hughes DL, Nallamothu BK. Ambient clinical intelligence and the electronic health record. JAMA. 2020;323(4):301-302.
        4. Beam AL, Kohane IS. Big data and machine learning in health care. JAMA. 2018;319(13):1317-1318.
        5. Davenport T, Kalakota R. The potential for artificial intelligence in healthcare. Future Healthc J. 2019;6(2):94-98.
        6. Yu KH, Kohane IS. Framing the challenges of artificial intelligence in medicine. BMJ Qual Saf. 2019;28(3):238-241.
        7. Esteva A, Topol E. Can generalist foundation models outcompete specialty AI? Nat Med. 2024;30(2):223-225.