“Ho letto che il vaccino previene l’Alzheimer”

Da quest’affermazione scaturisce la domanda che molti pazienti rivolgono al proprio medico di famiglia in questi giorni: “Dottore, è vero che se faccio il vaccino per il Fuoco di Sant’Antonio evito la demenza?”. Il tam-tam mediatico nasce da una serie di studi pubblicati proprio quest’anno (2025) su riviste scientifiche di vertice come Nature e Cell, che hanno trasformato quella che era solo un’ipotesi affascinante in una solida evidenza clinica. Dopo anni di delusioni con farmaci costosi che promettevano di pulire il cervello ma offrivano scarsi risultati pratici, l’idea che un vaccino già disponibile e sicuro possa proteggere il nostro cervello ha acceso una speranza concreta. Ma cosa dicono davvero i numeri?

La Realtà Scientifica: 164 giorni di vita guadagnata

La risposta breve è si. I dati hanno confermato un effetto protettivo significativo. Uno studio condotto in Galles, che ha sfruttato un “esperimento naturale” su quasi 300.000 persone, ha dimostrato che la vaccinazione riduce il rischio di nuove diagnosi di demenza del 20% circa. Non solo: chi ha ricevuto il vaccino più moderno (quello ricombinante, oggi standard in Italia) ha guadagnato in media 164 giorni di vita senza demenza nei 6 anni successivi alla somministrazione.

Perché succede? Il virus della varicella (che da adulti causa il Fuoco di Sant’Antonio) rimane “addormentato” nei nostri nervi e, riattivandosi, può causare infiammazione ai vasi sanguigni del cervello. Il vaccino impedisce questo “risveglio” dannoso. Un dato curioso ma importante: l’effetto protettivo sembra essere particolarmente forte nelle donne, forse perché il loro sistema immunitario risponde in modo più vigoroso alla stimolazione.

Il Consiglio: un’opportunità “due in uno”

Non dobbiamo considerare questo vaccino una “cura miracolosa” che sostituisce uno stile di vita sano, ma un’arma in più nel nostro arsenale preventivo. Se avete più di 50 anni (o 18 anni con fragilità immunitaria), la vaccinazione anti-Herpes Zoster è fortemente raccomandata per evitare i dolori atroci della nevralgia post-erpetica. Oggi sappiamo che, facendola, otterrete un doppio beneficio: proteggere i vostri nervi dal dolore e, probabilmente, offrire al vostro cervello uno scudo prezioso contro il declino cognitivo. Parlarne con il vostro Medico di Famiglia è uno degli investimenti di salute più intelligenti che possiate fare oggi.
Va opportunamente precisato che per la fascia 50-64 anni “sana” il vaccino non è a carico del SSN.

DECODER SCIENTIFICO

Dizionario Medico

  • Virus neurotropo (il nemico dormiente): immaginate il virus della Varicella/Zoster come un ladro che, dopo il primo furto (la varicella da bambini), non scappa ma si nasconde “dormendo” dentro i cavi del sistema di allarme (i nostri nervi). Con l’età, le guardie si stancano e lui può svegliarsi, facendo danni non solo alla pelle, ma anche ai vasi del cervello.
  • Immunità addestrata (la palestra): il nuovo vaccino contiene una sostanza adiuvante (AS01) che agisce come un personal trainer per le cellule spazzine del cervello (microglia). Le “allena” a rimanere vigili e a pulire meglio i detriti, comprese le placche tipiche dell’Alzheimer, anche in assenza del virus.

IL SEMAFORO DELLA PREVENZIONE

VERDE (indicato per):

    • Tutti gli over 50, in particolare le donne (effetto neuroprotettivo più marcato).
    • Persone con diagnosi iniziale di declino cognitivo (MCI): il vaccino può rallentare la progressione.

ROSSO (attenzione a):

    • Non è una cura per chi ha già una demenza avanzata, sebbene possa ridurre la mortalità e la fragilità generale.
    • Non sostituisce il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare (pressione, diabete), che rimangono cruciali.
      NOTE PER I MEDIA LOCALI

          • Takeaway Clinico: la vaccinazione anti-HZ ricombinante è associata a una riduzione del rischio di demenza (~17-20%) e a un ritardo nell’esordio della malattia, agendo verosimilmente su neuroinfiammazione e riattivazione virale.
          • Dati Chiave:
            • Riduzione relativa del rischio di demenza: 19,9% (Studio Nature 2025, dati Galles).
            • Tempo guadagnato libero da malattia: 164 giorni (Studio Nature Medicine 2025, dati USA).
            • Number Needed to Treat (NNT): Circa 29-50 vaccinazioni per prevenire un caso di demenza in 7 anni.
          • Dichiarazione Ufficiale:  “i dati pubblicati nel biennio 2024-2025 segnano un cambio di passo. Non stiamo più parlando solo di prevenire un’eruzione cutanea dolorosa, ma di una strategia di sanità pubblica pragmatica e immediatamente disponibile per proteggere il capitale cognitivo della nostra popolazione anziana.”

       

      FONTI UFFICIALI UTILIZZATE:

      1. Geldsetzer et al. (Nature, 2025)A natural experiment on the effect of herpes zoster vaccination on dementiaLink PubMed
      2. Taquet et al. (Nature Medicine, 2024/2025)The recombinant shingles vaccine is associated with lower risk of dementiaLink PubMed
      3. Xie et al. (Cell, 2025)The effect of shingles vaccination at different stages of the dementia disease courseLink PubMed