L’illusione delle “Buone Pratiche”: quando il consenso sostituisce le prove e minaccia la sostenibilità del SSN. (Parte 2/2)
Nella prima parte abbiamo definito la cornice: la Legge Gelli-Bianco può migliorare la qualità delle cure solo se le raccomandazioni sono costruite con metodo esplicito, controllabile e indipendente. Da qui il punto decisivo emerso nel dialogo: il GRADE non limita il clinico, ma distingue la solidità delle prove e consente di adattare la scelta al paziente quando l’evidenza è incerta. In questa seconda parte il colloquio tra il dott. Bracco e il dott. Iannone prosegue sul tema più sensibile dei manuali SNLG recenti: la differenza tra linee guida evidence-based, fondate su revisione sistematica e passaggio Evidence-to-Decision, e buone pratiche consensus-based, utili nelle aree con evidenze deboli ma più esposte a variabilità e auto-referenzialità. Su questo crinale si giocano insieme responsabilità professionale, appropriatezza clinica e sostenibilità del SSN.
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