Angelo PELLEGRINO, Andrea GONELLA, Lorenzo MARINO
Questo governo punta a riscrivere l’architettura del SSN entro il 2026, cambiando “architettura” e modelli organizzativi con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza sul territorio: si punta a rendere le cure più “vicine” ai cittadini e ridurre il fenomeno della mobilità sanitaria, dando maggiore centralità anche al ruolo dei medici di famiglia.
Un cambio di marcia arriva anche per la classificazione delle strutture ospedaliere, prevedendo la nascita di ospedali nazionali di riferimento, ovvero di terzo livello.
L’obiettivo principale della riforma è l’integrazione tra ospedale e territorio, creando nuove categorie di strutture e reti tempo-dipendenti.
La riforma interviene anche su digitale, cronicità e salute mentale, ma sarà vincolata alle risorse messe a disposizione.
Linee-guida:
● rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio, anche attraverso l’aggiornamento degli standard fissati dal DM 77 del 2022 sull’assistenza territoriale
● nuova classificazionedegli ospedali
● revisione del dimensionamento delle strutture complesse
● implementazione dell’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, con definizione di standard minimi per i ricoveri e procedure di raccordo con gli ospedali di comunità.
Questi i punti centrali del Disegno di Legge delega approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che affida al Governo il compito di adottare entro il 31 dicembre 2026 uno o più decreti legislativi per aggiornare il decreto legislativo 502 del 1992 in materia.
La riforma dovrà comunque nascere da un confronto istituzionale strutturato: proposta del Ministro della Salute, concerto con il Mef e gli altri dicasteri competenti, intesa in Conferenza Stato-Regioni e passaggio parlamentare per i pareri delle Commissioni.